il femminicidio non è raptus

Prostituta uccisa, l’assassino: un raptus
mi ha deriso e l’ho accoltellata

Ha confessato l’omicida di Christina Ionela Tepuru. È un siciliano di 24 anni, Francesco Stagnitto

 

Lei lo aveva offeso dopo che non era riuscito a concludere il
rapporto sessuale nei tempi concordati. Così è scattato il raptus
omicida, che ha ucciso Christina Ionela Tepuru, la prostituta romena di
22 anni massacrata con una decina di coltellate all’alba di domenica in
via delle Serre, zona Borgo Panigale. I carabinieri di San Lazzaro e la
Squadra mobile, coordinati dal pm Giuseppe Di Giorgio, hanno fermato il
presunto omicida, che ha già confessato. Si tratta di Francesco
Stagnitto, 24 anni, originario della provincia di Caltanissetta ma
residente a Pianoro, dove lavora come operatore socioassistenziale
nella casa di riposo Sacra Famiglia. Il giovane, incensurato, si trova
in stato di fermo per omicidio, aggravato da futili motivi.

L’INDAGINE – Gli investigatori
lo hanno individuato perché, nella colluttazione con la romena, era
rimasto a sua volta ferito, riportando alcuni tagli all’addome e a un
polso. Ieri pomeriggio ha deciso di farsi medicare, rivolgendosi prima
alla fidanzata, che lavora nella stessa casa di cura, poi a una
dottoressa della struttura che, viste le sue condizioni, ha avvertito
il 118 e lo ha fatto portare all’ospedale S.Orsola. Per giustificare le
ferite, il ventiquattrenne ha inizialmente detto di essere stato
aggredito durante un tentativo di rapina. Ma di fronte agli inquirenti,
avvertiti dagli stessi sanitari del 118, la sua versione non ha retto e
alla fine è crollato, confessando il delitto e spiegando di avere agito
in preda a un raptus. La prostituta, alla quale aveva già pagato 40
euro per la prestazione, si sarebbe spazientita perché dopo circa
un’ora il rapporto non si era concluso, e avrebbe chiesto di essere
riportata indietro. Oltre a rifiutare di restituire i soldi, la giovane
lo avrebbe anche deriso, scatenando la sua reazione violenta. La
vittima lascia il marito e un figlio di due anni, che vivono in Romania
e ai quali spediva periodicamente i proventi del lavoro sul marciapiede

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–>LA CONFESSIONE – Durante
l’interrogatorio, inizialmente come persona informata sui fatti,
Stagnitto si è tradito dicendo di avere perso poco sangue in quella che
aveva raccontato essere stata un’aggressione per rapina. Sulla sua
auto, una Mercedes Classe A grigia, gli investigatori avevano invece
trovato tantissime tracce ematiche, che non era riuscito a pulire. Poco
dopo è arrivata la confessione, nella quale il giovane ha ricostruito
la notte fra sabato e domenica: dopo avere lasciato la fidanzata, con
la quale aveva passato la serata, è andato a Borgo Panigale e intorno
alle 4 ha caricato in auto la romena. I suoi movimenti lungo via Marco
Emilio Lepido erano stati notati da altre lucciole, alcune delle quali,
già nelle prime indagini, avevano detto alla polizia che l’ultimo
cliente con cui era stata vista allontanarsi Christina guidava un’auto
grigia. I due si sono appartati in via delle Serre dove, dopo circa
un’ora, le proteste della giovane hanno fatto scoppiare la lite. Il
cliente ha afferrato un coltello da cucina che aveva in auto e l’ha
colpita alla pancia, causandole un taglio molto profondo. Lei è
riuscita a disarmarlo, colpendolo a sua volta, poi lui è riuscito a
riprendersi il coltello e le ha sferrato altri fendenti alla schiena,
mentre lei gli era addosso. Infine l’ha scaraventata fuori dalla
macchina ed è fuggito. La romena ha chiesto aiuto chiamando un amico,
un bolognese di 60 anni, che ha fatto almeno sei telefonate al 118 e al
113 per mandare i soccorsi. È però passato un pò di tempo, per la
difficoltà a individuare il punto preciso dove si trovava la ragazza,
che è poi morta durante il trasferimento in ospedale. Grazie alle
indicazioni fornite dal fermato, l’arma del delitto è stata ritrovata
lungo una rampa della vicina tangenziale. Gli inquirenti hanno deciso
di divulgare una foto di Stagnitto, per raccogliere eventuali altre
segnalazioni sul suo conto da parte di prostitute che potrebbero avere
avuto a che fare con lui.


16 novembre 2009

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