Solidarietà a Marinella

Al Sindaco di Bologna Virginio Merola

Alla Presidente del Consiglio Comunale Simona Lembi

Alla Presidente della Commissione delle Elette Raffaella Ferri

Gentile Sindaco

come lei forse sa già, e’ avviato dal 13 aprile il processo per lo stupro di gruppo messo in atto da ben 8 uomini allora minorenni contro una ragazza di 15 anni, a Montalto di Castro, dopo ben cinque anni dai fatti.

Tante associazioni e tante donne si sono attivate nel paese per azioni di solidarieta’ e sensibilizzazione e per esprimere vicinanza a M. e alla sua famiglia che da anni vivono un clima di insopportabile intimidazione in un luogo come Montalto che ha immediatamente solidarizzato in gran parte con gli stupratori, a partire dal Sindaco Salvatore Carai, arrivato al punto di stanziare ben 40.000 € (denaro pubblico) per pagare loro le spese processuali. La cosa aveva sollevato indignazione a livello nazionale e pertanto era rientrata.

Dopo cinque lunghi anni dallo stupro di gruppo subito nella pineta di Montalto di Castro, dopo una lunga serie di rinvii, finalmente gli otto giovani uomini sono saliti sul banco degli imputati. Venerdì 13, alle ore 9,30 presso il Tribunale dei minori di Roma, nonostante i timori di un ennesimo rinvio, si è svolta la prima vera udienza del processo a loro carico.

A suo tempo era stata inviata una lettera al presidente dell’ANCI Chiamparino su indicazione delle donne riunite nell’Assemblea Cittadina di donne, femministe e lesbiche di Bologna, che stigmatizzava il comportamento allucinante del Sindaco e chiedeva che fossero stabilite sanzioni nei suoi confronti e presi provvedimenti dedicando allo stesso tempo impegno al contrasto alla violenza sulle donne.

Invece non solo Chiamparino non ha risposto mai alla lettera ma il sindaco, tuttora in carica ma non riproposto nelle elezioni di maggio, è stato eletto anche consigliere nella Provincia di Viterbo.

Sarebbe per noi tutte importante che su Palazzo D’accursio, per tutta la durata del processo, si potesse esporre uno striscione che esprima la vicinanza a M., non solo delle associazioni bolognesi firmatarie ma della città tutta con le sue istituzioni.

Questo a parziale risarcimento per la noncuranza dimostrata dalle istituzioni nei confronti di una tremenda violenza perpetrata da un gruppo di ragazzi su una ragazza che ha dovuto allontanarsi dalla città come se fosse la responsabile del fatto e non la vittima, per il clima accusatorio e di isolamento che la circondava.

Le associazioni UDI Bologna, Donne in Nero,Casa delle Donne per non subire violenza,Associazione Orlando,Tavola delle donne,SOS Donna, Armonie, Unite Diverse e Libere, Mujeres Libres, Fuoricampo, Rosa Rosae. Camera del Lavoro di Bologna, Nexus Emilia Romagna, Quelle che non ci stanno, Arcilesbica Bologna

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