Unite Diverse Libere – app.ore 17,30 p.zza Ravegnana. Ore 18,30 p.zza Maggiore

Invitiamo tutte in Piazza Ravegnana (sotto le due torri) alle 17,30, per spostarci insieme verso piazza Maggiore dove ci incontreremo con  Unite Diverse e libere alle 18,30 per il presidio
Q.c.n.c.s

8 MARZO SIEMPRE! 8 MARZO OVUNQUE!

Siamo donne, femministe e lesbiche che da numerosi anni si incontrano in questa città con l’obiettivo di creare, per noi stesse e per le altre, nuovi contesti di libertà e autonomia e per difendere quelli già esistenti. Oggi 8 marzo 2011 cogliamo l’occasione per  ribadire le nostre posizioni sulla situazione politica e culturale che caratterizza il nostro paese.
L’8 Marzo è la giornata della lotta delle donne che risale ai primi del ‘900, quando le operaie di un’industria tessile, che scioperavano per protestare contro le terribili condizioni in cui erano costrette a lavorare, morirono arse dalle fiamme perchè il   proprietario bloccò tutte le porte della fabbrica per impedire alle operaie di uscire. Si scatenò un incendio e non poterono scappare. Successivamente questa data venne proposta come giornata di lotta internazionale da Rosa Luxemburg.
Lottiamo contro la violenza maschile sulle donne perché le conquiste delle donne non possono mai darsi per definitive.
Nel paese in cui viviamo abbiamo assistito sempre più alla fusione fra la bava di stato e la bava del “popolo”. Una bava che ha incollato fra loro gli uomini in una riconfermata solidarietà attraverso un meccanismo pericolosissimo che ha visto la politica di vertice coincidere con le volgarità da bar più squallide e maschiliste. Abbiamo visto ogni giorno la violenza delle istituzioni e quella domestica intrecciarsi indissolubilmente, da un lato primi ministri, ispettori dei CIE, super-sindaci, movimenti per la vita, medici obiettori, dall’altra i maschi violenti della vita quotidiana.
Abbiamo visto un vecchio che detiene il potere mediatico, economico e politico e il suo entourage di pezzenti e lacché, usare, ridicolizzare, sfruttare, scambiare, ignorare, affamare, condannare le donne. Il tutto in maniera plateale, solidale e trionfale potenziando e facendo riemergere un immaginario nel quale le donne possono essere spostate come marionette a seconda dei bisogni e delle esigenze maschili. Questo immaginario in proliferazione e putrefazione scomposta ha conseguenze concrete sulle nostre vite e ce le complica notevolmente.
Denunciamo l’attuale governo di destra e chi lo sostiene come responsabile di attacchi continuati alle donne: si vedano leggi come la legge 40 sulla procreazione medicalmente assistita, l’impedimento dell’accesso alla RU486, la legge Gelmini che colpisce le donne come lavoratrici e come madri, le leggi e le ordinanze contro la prostituzione, il decreto Maroni sulla sicurezza che nasce strumentalizzando il corpo delle donne e rende la vita impossibile a tante provenienti da altri paesi ed ancora innumerevoli provvedimenti maschilisti. Sappiamo bene che i governi a seguire non risolveranno e forse neanche affronteranno le questioni che poniamo.
Non vogliamo ripartire da zero
 
Non vogliamo che sugli autobus le ragazze di 15 anni debbano scrollarsi di dosso persino i vecchi di 70 anni e noi, che abbiamo gli strumenti per non farci palpeggiare, non vogliamo vivere in trincea
Non vogliamo più che le donne muoiano ammazzate
Non vogliamo che le donne vengano deportate ed espulse
Non vogliamo che il mercato della prostituzione ci venga prospettato come unica possibilità professionale
Non vogliamo che ci venga imposta una famiglia: ogni donna deve godere della libertà di scelta in ordine al proprio corpo, al lavoro, alla sessualità e alla maternità a fronte di un’eteronormatività che ancora oggi vorrebbe imporre alle donne un unico destino di mogli e madri entro una famiglia cosiddetta naturale
Non vogliamo essere merce di baratto per scambi politici tra uomini
 
Vogliamo essere libere di scegliere
 Vogliamo un sistema economico che non cannibalizzi le nostre vite
Vogliamo essere libere di camminare di giorno e di notte, in strade illuminate ed in vicoli bui
Vogliamo essere libere di ballare in piste affollate ed in piste deserte
Vogliamo essere libere di dire no ogni volta che non ci va e di dire si quando ci pare e piace
 
Vogliamo dire basta al Femminicidio
E cioè a maltrattamenti, violenza fisica, psicologica, sessuale, educativa,  economica,  patrimoniale, familiare e istituzionale
Come donne e lesbiche, rivendichiamo le nostre pratiche di presenza sul territorio, l’una a fianco all’altra, per parlare e rilanciare l’unità, la complicità, il sostegno, la forza e la lotta delle donne, consapevoli che la solidarietà tra donne è l’arma più efficace che ci possiamo giocare.

Buona lotta! Buona vita!                           

QUELLE CHE NON CI STANNO
FUORICAMPO LESBIAN GROUP
CLITORISTRIX FEMMINISTE E LESBICHE

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